Questa più di altre estati è stata italiana e per me pugliese!

Non potevo che rendere giusto onore alla mia meravigliosa terra, ammirando le sue splendide coste, godendo del suo limpido mare e mangiando dell’ottimo pesce appena pescato.

La mia Puglia, è quella del Nord, meno gettonata e meno viveur di quella del sud, ma decisamente un paradiso da scoprire. Il paesaggio è ricco di rocce a picco sul mare, grotte e calette nascoste, degne delle migliori fiabe mitologiche.

Fra le sue principali attrazioni vi sono i trabucchi, imponenti strumenti di pesca realizzati interamente in legno in epoche ormai lontane. Si ipotizza siano stati tramandati dai Fenici, servivano a pescare in sicurezza senza esporsi alle intemperie, in questo modo anche le giornate tempestose non lasciavano a bocca asciutta le famiglie dei pescatori.

La struttura consiste in una piattaforma ancorata alla roccia da imponenti tronchi di pino d’Aleppo dalle quali si protendono le antenne sulle quali viene montata una rete a trame strette detta trabocchetto, dove come il nome suggerisce, il pesce rimane intrappolato per via delle correnti e successivamente recuperato dal “casotto”, situato al centro della struttura.

Oltre a essere macchinari molto ingegnosi, sono estremamente affascinanti, ho visto alcuni dei più bei tramonti di sempre. Molti trabucchi si sono distrutti con il tempo ma molti altri si sono mantenuti intatti e la maggior parte sono ancora funzionanti e utilizzati dalle famiglie del luogo.

Nella zona di Vieste i Trabucchi sono entrati a far parte di un intervento di riqualificazione finanziato da fondi europei ed è nata un’associazione La rinascita dei trabucchi storici che si occupa proprio di salvaguardarli e farli conoscere ai turisti con tanto di esperienze di pesca. Mi inorgoglisce il fatto che siano proprio i giovani a curare il territorio e a mantenere in vita la sua storia, infatti presidente dell’associazione è Matteo Silvestri, classe 1982, che fra le altre, insieme alla sua famiglia gestisce uno splendido resort ecosostenibile, Cala Molinella.

Nella zona del peschiciano, alcuni splendidi esemplari sono stati trasformati dalle famiglie che li posseggono in suggestivi ristoranti diventati ormai un cult della vita mondana delle persone del luogo e dei turisti giustamente curiosi. In particolare i trabucchi che offrono ristorazione sono Il trabucco da Mimì, il trabucco di Monte Pucci e il trabucco di Manaccora o Zaiana. Non so dirvi nulla sul trabucco di Monte Pucci perché il mio tour culinario si è fermato a due trabucchi ma presto rimedierò. In ogni caso vale la pena sperimentare almeno uno dei tre, per vedere da vicino questi splendidi monumenti della pesca e per mangiare del buon pescato!

Il più famoso dei tre è sicuramente il Trabucco da Mimì.

Se siete così fortunati da trovare posto è davvero un must. Non vi è luogo più suggestivo. Se siete poi anche così fortunati da trovare le condizioni meteo giuste per i suoi spettacolari tramonti, non scorderete mai di esservi andati.

Il trabucco è della famiglia Ottaviano da generazioni e prende il nome proprio dal nonno dei due ragazzi che adesso lo gestiscono.

La ristorazione parte nel 1975 quando alcuni turisti affascinati dalla figura del pescatore Mimì, chiesero di poter mangiare il suo pescato. L’immagine di Mimì dipinta sulla struttura del trabucco, ne ricorda le radici e lo arricchisce di suggestione.

Il ristorante ha partecipato anche alla trasmissione Quattro Ristoranti con Alessandro Borghese, vincendo il primo posto e attirando ancora più visite di quante già ne avesse.

Oltre alle cene, offrono splendidi aperitivi sulle rocce, spesso accompagnati da musica dal vivo.

Il trabucco di Punta Manaccora o Zaiana offre altrettanti  suggestivi panorami e ottimi piatti di pesce dal 1980. Per arrivarvi vi sono ben 63 scalini di rocce, e vi assicuro che scendere con un passeggino è stata una bella impresa ma ne è valsa la pena.

Nel caso troviate posto per sedervi a cena, vi suggerisco di non lasciarvi scappare le cozze ripiene e di passare la giornata nella splendida spiaggia di Zaiana che si trova proprio di fianco.

Evviva la Puglia!

Alla prossima,

Romina

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